“Tutti sanno che è più necessaria
la prevenzione della cura,
ma pochi premiano gli atti di prevenzione.”
Nassim Nicholas Taleb

Cantiere sotto il minimo etico. Definizione e criteri di rischio per Mo.Ri.Ca.

Osservando un cantiere "a vista" si ricerca l'evidenza di grave ed imminente pericolo di infortuni e una situazione non facilmente sanabile con interventi semplici. In questo caso l'intervento di vigilanza trova l'applicazione di strumenti repressivi fino alla sospensione dei lavori.

Sono da considerare con massima attenzione, al fine di un rischio di infortunio:

  • Lavori in quota
  • Lavori in scavi e stradali
  • Lavori su superfici non portanti
  • L'uso di apparecchi e attrezzature di movimentazione dei carichi
  • Gli impianti elettrici

 

Il Coordinamento tecnico interregionale ha definito uno schema delle situazioni di cantiere “sotto il minimo etico”

Nel caso di cantieri considerati sotto “il minimo etico” nei quali cioè vi sia il riscontro di una “scarsa o nessuna osservanza” delle precauzioni contro i rischi gravi di infortuni, e coesistano due condizioni:

  1. grave ed imminente pericolo di infortuni, direttamente riscontrato
  2. la situazione non sia sanabile con interventi facili ed immediati

si propone l’applicazione radicale degli strumenti repressivi in grado di produrre anche la sospensione dei lavori.

A titolo esemplificativo si indicano alcune situazioni che, comunque, vanno sempre giudicate nella situazione reale di cantiere e utilizzando tutta la professionalità acquisita in anni di esperienza:

  1. Lavori in quota sopra i tre metri in totale assenza di opere provvisionali o con estese carenze di protezioni, non sanabili nell’immediatezza con interventi facilmente praticabili.
  2. Lavori di scavo superiore al metro e mezzo, in trincea, o a fronte aperto ma con postazioni di lavoro a piè di scavo, senza alcun tipo di prevenzione (mancanza di studi geotecnici che indichino chiaramente la tenuta di quello scavo e assenza di puntellature, armature o simili) e con estensione tale da non permettere una facile ed immediata messa in sicurezza.
  3. Lavori su superfici “non portanti” (ad es. eternit) senza alcun tipo di protezione collettiva od individuale e non facilmente ed immediatamente sanabili. Il Piano propone interventi di vigilanza, formazione, assistenza alle regioni che promuovono iniziative specifiche nel comparto e raccolta di documentazione di buona pratica in un sito web istituzionale”.